La Confederazione Italiana Armatori (Confitarma) ha espresso il suo apprezzamento per il Fondo Complementare che fornisce alle imprese i fondi necessari per ammodernare le proprie navi. Confitarma ha però criticato anche i criteri che le aziende devono soddisfare per poter beneficiare del fondo, affermando che sono rimaste escluse aziende come il Gruppo Grimaldi.
Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha diffuso una ripartizione del fondo dalla quale emerge che il 67% del fondo non è stato stanziato (circa 330 su 500 euro). Dal rapporto emerge inoltre che oltre il 75% dei fondi destinati al refitting delle navi non è stato impegnato e che il 55% del fondo destinato alla costruzione di nuove navi resta inutilizzato.
Confitarma ritiene che i risultati di questo rapporto “non siano da attribuire ad un disinteresse degli armatori verso questo sistema di incentivi ma piuttosto ad alcuni vincoli previsti per l’accesso che, come abbiamo più volte sottolineato hanno escluso una quota importante della flotta gestito dall’armamento nazionale”.
Riferendosi ad uno dei criteri imposti dal fondo, Confitarma ha commentato: “solo una parte delle navi mercantili gestite dalla Nation shipping è impiegata su rotte che toccano continuativamente un porto italiano. Imporre questo vincolo ha escluso molte compagnie, nonostante il complicato processo di transizione ecologica che riguarda tutte le navi”.
L’associazione degli armatori di Confindustria “chiede al Governo di adottare al più presto le azioni necessarie affinché le risorse residue non vengano disperse. Auspichiamo fortemente che il Governo continui e migliori la strategia che accompagna il settore verso la transizione green dell’intera flotta mercantile”.

